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Ho deciso di Vedere la Donna

Ho deciso di Vedere la Donna

 

In questa vita non potrò mai capire fino in fonda cosa prova una donna, quali davvero siano i suoi sentimenti, le sue emozioni, i suoi stati d’animo, le sue paure, i suoi tesori interiori.

Ma ad un certo punto mi sono posto la domanda di entrare in questo universo, per capire l’altra metà del cielo della creazione umana, e per capire, in fondo, me stesso, la mia Anima, il mio universo femminile.

Un gesto d’amore nasce dal vedere, dal sentire e dal percepire l’altro, come distinto, ma in fondo unito a noi da un Cuore più grande.

Nel farlo mi sono posto nella quotidianità di una donna, di come si alza il mattino e trascorre le sue giornate e sogna, ama, agisce d’impulso e si fida, ogni tanto, degli uomini.

Ho osservato le strade, i luoghi di lavoro e di incontro e ho guardato, cercando di ascoltare oltre i gesti e le parole, una sensazione che fosse di fondo e veritiera.

Una cosa mi ha colpito profondamente: come in innumerevoli situazioni la donna sia in costante oggetto di attenzioni da parte di noi uomini. E quando parlo di oggetto mi riferisco proprio a questo: al morboso attaccamento spesso gratuito che spesso diventa attacco e invade un’intimità delicata, che confina con la dignità.

Mi sono estraneato dalla situazione e cercato di percepire con neutralità, ed ho sentito così tante volte battute, provocazioni, flirt improvvisati e tentativi di ogni tipo di fare la donna la propria preda, condita da oscenità sessuali, narcisismi vari e volgarità senza nessun senso e probabilmente senza nessun risultato, se non quello di imbruttirci sempre di più come genere e come umanità.

Nella mia ingenuità mi sono sentito a disagio, e forse anche un po’ vergognato e messo in discussione, capendo come sia difficile per voi donne vivere in una cronica dimensione di difesa rispetto a quello che spesso é proprio posto come un attacco, per quanto a volte celato, quanto meno alla vostra sensibilità.

Come uomo ho provato a vedervi ed ho sentito la più tenera delle compassioni, il dolore, e anche l’impotenza di non poter fare nulla, se non chiedermi come posso io, per primo, essere una persona migliore, sempre rispettosa e attenta.

È un gioco così facile proiettare nell’altro e avvicinarci per prendere, senza mai pensare al dare, per appropriarci degli altri o delle loro attenzioni, delle loro bellezze, senza voler condividere le nostre, come se avessimo il diritto assoluto di essere coloro che decidono le regole del gioco.

Penso che per molti di noi uomini sia il caso di svegliarci e di finire una volta per tutte l’adolescenza e di non considerarci più il centro del mondo a cui i satelliti lunari devono girare intorno per farci ombra o per farci piacere e che la nostra identità maschile vada oltre gli istinti della nostra pancia (quando va bene).

Conobbi uno sciamano indigeno in Oregon, nel 2014, che mi disse: “Giulio, la vera forza di un’uomo é quando impara a scegliere una donna, amarla e servirla. Lí troverà sé stesso”. Non avevo capito allora la profondità di queste parole, ma ora le faccio mie e le condivido.

E con questo messaggio che viene da lontano, vi dico, figlie di Venere: “Io vi vedo!”.

Giulio

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