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Lo Sconosciuto Conosciuto

Lo Sconosciuto Conosciuto

 

 

Ero a Londra, nella sede dell’Embodied Poetics, movimento teatrale di maschera e corpo, ad ascoltare e a seguire le lezioni del maestro Norman Taylor, un pilastro del lavoro sul movimento nel teatro e nell’arte.

Ad un certo punto, nel mezzo del lavoro, il Maestro indica un ragazzo e gli dice: “What is inside comes from the outside!”

(Tutto ciò che é interiore viene dall’esterno!)

Mi sono sentito spiazzato e mi sono messo a ridere: “Bella battuta!” ho pensato, “Tanto lo sappiamo tutti che non é ver…”

Non sono riuscito a terminare il pensiero, automatico, che mi stava attraversando la mente, quando qualcosa mi ha fermato e mi sono detto: “Pensa!”.

Ed a quel punto, click, qualcosa si é mosso ed aggiustato dentro. L’immagine si é capovolta e mi ha dato pace e maestositá.

Forse davvero, quello che viviamo dentro, emozioni, aspirazioni, desideri, amore e volontà, dipendono da uno stimolo che viene da fuori. Viviamo forse in reazione verso uno stimolo più grande, verso la Vita.

Ma la Vita non la portiamo dentro? Mi sono interrogato. O forse la Vita ci contiene, ed un testimone più grande, più presente ci provoca ad agire, in reazione, verso uno sconosciuto conosciuto, che come una sfera ingloba la nostra più intima Verità.

E la consapevolezza di questa idea, mi ha dato conforto, scaricandomi la responsabilità del controllo degli eventi, della manifestazione unilaterale delle mie volontà e la sensazione di essere parte, di qualcosa di più grande. E in quel momento, le parole del Buddha Gaotami mi sono risuonate: “La Via é il partecipare con gioia le sofferenze del mondo”, ed accettare, aggiungo io, il proprio ruolo nello spettacolo degli spettacoli, e nel teatro dell’esistenza umana, trovare chi siamo davvero, dimenticandoci di noi.

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